Magnus Hirschfeld, pioniere dimenticato

•gennaio 27, 2014 • Lascia un commento

  1385204375825Nel 1919 il Dottor Magnus Hirschfeld (1868-1935), nato a Kolberg (l’odierna Kołobrzeg in Polonia), fondò a Berlino l’ Institut für Sexualwissenschaft che presto divenne il punto focale per la battaglia contro il famigerato Paragrafo 175 del codice penale tedesco che criminalizzava l’omosessualità maschile (e in Austria anche femminile). Pioniere degli studi di sessuologia coniò il termine “transvestism” per le persone che amavano indossare abiti non conformi agli stereotipi di genere artificialmente costruiti dalla società e fu tra i primi a credere fermamente che i vari orientamenti sessuali siano tratti naturali meritevoli egualmente di ricerche scientifiche ed emancipazione politica anziché ostilità sociali.

In quegli stessi anni ideò e produsse il primo film in cui si parlava apertamente di omosessualità e contenente molte delle idee fondamentali sulle quali poi si fonderà il movimento di liberazione omosessuale. Diretto dal regista Richard Oswald e interpretato da Conrad Veidt, il film dal titolo provocatorio Anders als die Anderen (Different from the Others) uscì nel 1919 perorando apertamente la causa della libertà e di uguaglianza dei diritti per le persone omosessuali.

Un volantino dell’epoca distribuito prima di una proiezione riporta:

“False beliefs and unjustified prejudices concerning a sector of male and female sexual behavior known as homosexuality, or love of the same sex, have been predominant up to the present and still influence a large part of our population.

These homosexual men and women who are attracted to persons of their own sex, are often regarded as wicked criminals and libertines. But scientific research has determined that homosexuality is an inborn tendency for which the individual cannot be held responsible; that in Germany as well as in many other countries, every thirtieth person has homosexual tendencies; that there are homosexuals in every class, among the educated and amog the uneducated, and in the highest and lowest sectors of our population, in the great cities and the small towns, among the strict moralists and among the most easygoing; that love for one’s own sex can be just as pure and noble as love for the opposite sex, the only difference being the object of desire, not the nature of one’s love”. 

Lo Scientific Human Committee, fondato nel 1897 sempre dal coraggioso Dott. Hirschfeld, si impegnò moltissimo a favore dell’abolizione del Paragrafo 175 e dell’eliminazione dei falsi pregiudizi nei confronti delle persone omosessuali attraverso l’istruzione e la diffusione della cultura in Germania.

Il film Different from the Others evita il sensazionalismo. La sua grandezza risiede nel mostrare come le persone omosessuali vengano fatte soffrire senza ragione, vengano spinte al suicidio per colpa della società che le rifiuta o sfruttate dai loro aguzzini grazie a quel maledetto Paragrafo 175.

Leggiamo dalle parole di Hirschfeld in occasione della prima proiezione del film:

“The matter to be put before your eyes and soul today is one of severe importance and difficulty. Difficult, because the degree of ignorance and prejudice to be disposed of is extremely high. Important, because we must free not only these people from undeserved disgrace but also the public from a judicial error that can be compared to such atrocities in history as the persecution of witches, atheists and heretics. Besides this, the number of people who are born “different from the others” is much larger than most parents know or care to realize. I am conscious of the fact that whoever wants to use intellectual weapons to fight for human progress must overcome attacks and opposition. The first scholars who, after they had discovered the printing press, put their ideas into letters were also violently attacked. But these are side issues. The film you are about to see for the first time today will help to terminate the lack of enlightenment, and soon the day will come when science will win a victory over error, justice a victory over injustice and human love a victory over human hatred and ignorance”.

Il film di Oswald e Hirschfeld, così come molti altri in cui si affrontavano temi come l’aborto, l’incesto, l’educazione sessuale e le malattie veneree furono distrutti dai nazisti all’inizio degli anni ’30. Di tutte le copie di Different from the Others, solo un frammento di una bobina ricostruita nel 1927 da Oswald e Hirschfeld sopravvisse e fu scoperto in Ucraina nel 1979 e proiettato al Gay Film Festival di Berlino Ovest. Era la prima volta che quel film girato sessantanni prima veniva proiettato fuori dalla Germania dell’Est.

Il 6 maggio del 1933 l’Institute for Sexual Science subì un raid nazista che vandalizzò l’edificio distruggendo attrezzatura, aule, biblioteche e culminò con un enorme falò in cui vennerò bruciati più di diecimila volumi tra riviste, libri, articoli e materiale di ricerca accumulato negli anni dal Dottor Hirschfeld e dai suoi colleghi. Lo stesso Hirschfeld era stato già costretto a rifugiarsi in Francia tre anni prima dopo aver subito due attacchi violentissimi durante pubbliche conferenze universitarie. Nell’ultimo dei due attacchi, in particolare, fu lasciato per strada in fin di vita con il cranio fracassato. Vivo per miracolo, non si diede per vinto e, nonostante i gravi problemi di salute ormai permanenti, continuò imperterrito la sua battaglia per l’abolizione della legge anti-gay tedesca e partecipò attivamente alla formazione della prima organizzazione mondiale per i diritti delle persone omosessuali, la World League for Sexual Reform.

Tra il 1933 e la fine della II guerra mondiale i nazisti operarono affinché venisse cancellata ogni traccia del movimento di liberazione omosessuale dalla società tedesca e in gran parte dell’Europa. Decine di migliaia di omosessuali furono deportati nei campi di sterminio contrassegnati con un triangolo rosa.

Lo stesso triangolo è divenuto in seguito il simbolo di quel movimento per i diritti delle persone omosessuali e trans di cui Magnus Hirschfeld pose le basi decenni prima della fondazione di Stonewall.

Hirschfeld morì in Francia nel 1935. I principi scientifici sui si basavano le sue convinzioni sono certamente arretrati rispetto alla medicina del secolo successivo a quello in cui visse, ma è indubbio che le istanze di civiltà cui facevano capo sono le stesse che, purtroppo, ancora oggi il movimento LGBT è costretto a rivendicare. Hirschfeld lottò affinché la cultura vincesse sull’ignoranza perché aveva capito che solo con la cultura si possono vincere pregiudizi fondati su stereotipi culturali che non hanno nulla di “naturale” ma solo superstizione, fondamentalismo religioso e volontà di prevaricazione.

Fonti:
V. Russo, The Celluloid Closet. Homosexuality in the movies, Harper & Row, 1981
Stonewall Society
Homocaust: the Gay Victims of the Holocaust

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Vi è stato l’orrore antico delle guerre di religione, della caccia alle streghe, delle sentenze di eresia e vi è stato l’orrore dei gulag, dei lager. Vi è stato l’orrore della schiavitù e dell’apartheid. Vi sono stati genocidi, i desaparecidos, gli esiliati, i prigionieri politici e i giustiziati per omosessualità e vi sono oggi mutilazioni genitali femminili, lapidazioni, segregazione di genere, divieti di “propaganda omosessuale”, aborti selettivi di Stato e nuovi lager per migranti.

L’orrore ha cambiato e cambia ogni giorno latitudine e motivazioni, segna profondamente la storia e l’attualità di popoli e nazioni. 

Dov’è la memoria se esso ancora si perpetua?

Su quale terreno vengono sparsi i semi della cultura se si vieta loro di fiorire?

just love

•gennaio 15, 2014 • Lascia un commento

You just want to live your life
The best way you know how
But they keep on telling you
That you are not allowed

They say you are sick
That you should hang your head in shame
They are pointing fingers
And want you to take the blame

There are days when people are
So nasty and convincing
They say things beyond belief
That sting and leave you wincing

And to boot they say their words
Come straight down from above
And they really seem to think
That what they’re doing counts as love

This pain
It is a glacier moving through you
And carving out deep valleys
And creating spectacular landscapes
And nourishing the ground
With precious minerals and other stuff
So, don’t you become paralyzed with fear
When things seem particularly rough

Don’t you pay them fuckers as they say no never mind
They don’t give two shits about you. It’s the blind leading the blind
What they want is commonly referred to as theocracy
And what that boils down to is referred as hypocrisy

Don’t listen to anyone; get answers on your own
Even if it means that sometimes you feel quite alone
No one on this planet can tell you what to believe
People like to talk a lot, and they like to deceive

This pain
It is a glacier moving through you
And carving out deep valleys
And creating spectacular landscapes
And nourishing the ground
With precious minerals and other stuff
So, don’t you become paralyzed with fear
When things seem particularly rough

This pain
It is a glacier moving through you
And carving out deep valleys
And creating spectacular landscapes
And nourishing the ground
With precious minerals and other stuff
So, don’t you become paralyzed with fear
When things seem particularly rough

Studi di Genere: un pensiero critico che non può essere archiviato!

•dicembre 30, 2013 • Lascia un commento

Originally posted on Al di là del Buco:

1464101_404616399641339_1039941348_nStudi di Genere. Per alcun* uno spreco, per altr* una minaccia all’ordine costituito. Di cose dette e scritte sui Gender Studies ce ne sono tante e quasi mai negli argomenti di chi li critica trovo una parentesi costruttiva o che si inserisca nella dialettica tra femminismi che è naturale che ci sia.

In sintesi e mai fedele alle definizioni accademiche vi dico che il punto di vista di genere restituisce una lettura critica a molte altre materie che siamo abituat* a recepire ritenendo, finché questo non viene messo in discussione, che esista un punto di vista universale su qualunque cosa e quell’universalmente valido pensiero pretende di sostituirsi anche alla nostra libera e autodeterminata narrazione.

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Judith Butler e Beatriz Preciado a dibattito

•agosto 28, 2013 • 2 commenti

Originally posted on incroci de-generi:

butlerypreciado2

Quella che segue è la prima parte di una lunga intervista realizzata da Ursula del Aguila per la rivista francese Têtu . La traduzione, a quattro mani, proviene dall’originale in francese, che si trova qui, e da una versione in spagnolo, che si può leggere qui. Grazie ad Anna del Laboratorio Le Antigoni per la traduzione dal francese.

Il nuovo soggetto della rivoluzione (parte prima)

Il femminismo si è trovato in un vicolo cieco. È il parere di Judith Butler, importante filosofa all’origine delle teorie queer, ma è anche quello di Beatriz Preciado, che comincia il suo Testo Junkie chiedendosi: «che genere di femminista sono io oggi, una femminista dipendente dal testosterone, o un transgender dipendente dal femminismo?». Non serve a niente addentrarsi ulteriormente nella denuncia perpetua delle ineguaglianze di cui le donne sono vittime, bisogna piuttosto analizzare la sostanza stessa dell’identità «donna» che le imprigiona. Anche la…

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Solidarietà ad Arcigay Catania

•agosto 28, 2013 • Lascia un commento

Originally posted on Arcigay Palermo:

Dopo gli atti vandalici del maggio 2013 che hanno danneggiato l’ingresso della sede di Arcigay Catania, apprendiamo che nei giorni scorsi la sede catanese ha subito ulteriori intimidazioni di chiara matrice omofoba: è stato trovato un piccione morto e un vergognoso cartello dentro la casella di posta. Il cartello, tra l’altro evidentemente scritto da persone ignoranti oltre che animate da odio omofobo, riporta scritto “PEZZI DI PUPPI SUCATI STA CEDDU”.

solidaretà arcigay catania
Questo è un ennesimo gesto di grande ignoranza e violenza, frutto di un’omofobia tollerata, talvolta supportata e che certamente diventa ogni giorno più forte grazie anche al sostegno e alla legittimazione fornita da partiti, singoli politici e amministratori, che si oppongono all’evidenza, cioè al fatto che gli attacchi e le violenze di origine omofoba hanno una matrice che affonda le radici nella cultura maschiocentrica, maschilista, misogina, razzista e che, al contempo, hanno una specificità che non può essere negata e…

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Russia, tra #omofobia e repressione

•agosto 14, 2013 • Lascia un commento

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Di Matteo R.

Con una maggioranza pressoché assoluta il Parlamento russo ha approvato l’estensione a tutto il territorio nazionale di una legge già in vigore a livello regionale a San Pietroburgo, Kaliningrad ed altre grandi città russe: il divieto di propaganda omosessuale.

Da ora in poi sarà dunque reato parlare in pubblico dei diritti, degli amori e delle speranze dei cittadini gay. La definizione, strategicamente un po’ vaga, di “propaganda” darà al giudice la possibilità di punire con pesanti multe (fino a 15mila euro) artisti, attori ma anche comuni cittadini colti ad esprimere un’opinione in pubblico sulla situazione degli omosessuali. Ma soprattutto mettere al bando o vietare preventivamente eventi, manifestazioni, concerti, che possano essere ritenuti a rischio di “propaganda gay”.

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survivor

•agosto 11, 2013 • 1 commento

Un altro ragazzo non ce l’ha fatta.

A lui, a quell’attimo di esitazione che mi ha permesso di possedere un ricordo anziché diventarlo per chi mi fosse sopravvissuto, a quel poco che basta per farti aggrappare a una speranza con le poche forze che ti rimangono, a quella finestra, a  quella casa e a coloro con cui l’ho condivisa in quegli anni, al ricordo del marmo freddo sotto le piante dei piedi. A tutti/e coloro che la speranza la cercano quotidianamente, a tutto ciò che ero e a ciò che sono adesso dedico questo racconto e le mie lacrime.

 
Martin Cahill

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Redattore editoriale, bibliotecaria, web editor copywriter. Amante dei libri, della lettura, sensibile al piacere del testo e al grado zero della scrittura, mi occupo di Letteratura, amica esistenziale fin dai tempi dell'infanzia, poi alleata negli studi, infine compagna fedele di vita. I miei campi d'azione: la critica, la riflessione sul romanzo, sui miti, su temi e topoi; la poesia come flusso di coscienza e sottile tecnica semantica; il racconto, finestra aperta su un mondo interiore da narrare con parole in libertà.

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