Facciamo acqua da tutte le parti…

 

Siccità: ecco le 12 città che buttano l’acqua

24/04/2007 12:17 – In Italia la rete idrica perde tra il 30 e il 40%

A Cosenza, Latina, Campobasso, Pescara, Vibo Valentia, Rieti, Bari, Siracusa, Nuoro, Agrigento, Sassari e Belluno apri il rubinetto e per l’acqua che esce se n’è persa altrettanta. In questi 12 capoluoghi di provincia, più del 50% dell’acqua immessa in rete sparisce nel nulla.
Sul banco degli imputati dell’emergenza siccità ci sono prima di tutti i consumi agricoli e industriali, che occorre riorganizzare, razionalizzare e ridurre. Così come è indispensabile affrontare
il problema delle perdite di rete che riguarda buona parte delle città italiane, il 44% delle 89 città per cui è stato possibile fare una stima nel rapporto Ecosistema Urbano 2007, perde più del 30% dell’acqua che immette in rete.
Ma è nelle regioni meridionali che la situazione è drammatica: a Cosenza l’acqua dispersa è il 70% di quella immessa in rete, a Campobasso il 65%.
Emblematico il caso di Agrigento, una città che ha una disponibilità idrica superiore alla media nazionale, ma dove l’acqua viene tutt’oggi erogata ogni 4-10 giorni in relazione al periodo dell’anno e alla zona della città. E’ evidente che il problema è legato alla fatiscenza e alla irrazionalità della rete, fatta di condotte vecchie e realizzate per pezzi nel corso dei decenni, non un circuito chiuso come sarebbe normale, ma serbatoi completamente isolati.
Ma anziché investire su una rete colabrodo, il Commissario regionale all’emergenza idrica ha pensato bene di costruire un dissalatore che aumenta la dotazione d’acqua della città di un altro 30%, acqua che ovviamente finisce nella suddetta disastrata rete cittadina.
Dulcis in fundo gli agrigentini comprano l’acqua per cucinare, 10 litri di acqua potabilizzata a 1euro nei “negozi specializzati” sparsi per la città.
Il paradosso di Gela non è meno significativo: l’acqua potabile del lago va allo stabilimento dell’Eni, mentre ai cittadini viene distribuita quella erogata dal dissalatore.
Ma nelle grandi città, anche se il dato è meno eclatante, la situazione degli sprechi non è meno significativa, ci sono capoluoghi spreconi, come Palermo che perde il 47% della dotazione idrica, Catania (42%), Napoli (38%) e Roma (35%), e altri messi meglio, come Milano al 10%: in generale però anche in presenza di perdite contenute, l’alto numero di abitanti contribuisce al dato nazionale.
Il consumo giornaliero di acqua potabile in Italia è di circa 200 litri a testa (dai 106 di Ascoli Piceno ai 360 di Milano). Molto di più di quella che ci serve davvero. E’ acqua che è stata prelevata da pompe, talvolta trattata in impianti, analizzata in laboratori sofisticati, distribuita in tutte le nostre case e che, infine, dovrà essere depurata prima di venire restituita ai fiumi o al mare. Sprecare questo bene prezioso è più facile di quel che si creda: un rubinetto che perde una goccia ogni 5 secondi, a fine anno ne ha buttati 2 mila litri. Se poi a perdere è il rubinetto dell’acqua calda, è come se avessimo sprecato anche una decina di metri cubi di metano
.

(Fonte: Ecosistema Urbano 2007 di Legambiente) http://www.legambie nte.com/associaz ione/tnews. php?id=3891

Siccita’: Gia’ Da Giugno E’ Rischio Black Out

(AGI) – Roma, 23 apr . – L’emergenza idrica puo’ mettere a rischio l’equilibrio elettrico nazionale causando un ammanco di 5.000 mw al giorno tra giugno e luglio. L’allarme era stato lanciato da Terna a febbraio scorso e oggi nuovamente affrontato nel tavolo tecnico riunito al ministero dello Sviluppo economico. La situazione del bacino del Po si e’ infatti aggravata e gli obiettivi di contenimento dei bacini idrici restano lontani. In particolare, dai grandi laghi mancano all’appello 60 milioni di metri cubi, in parte consumati per le esigenze agricole. Il livello di contenimento del Lago Maggiore dovrebbe essere di 148 milioni di metri cubi e invece e’ appena a 93; per il lago di Como la differenza e’ invece di solo 4 milioni di metri cubi. Il consumo quotidiano elettrico durante l’estate e’ di oltre 50.000 mw e il piano di contenimento prevedeva un risparmio di 8.000 mw al giorno. Se questo non venisse rispettato, subirebbero le conseguenze le piccole e medie imprese ma anche i cittadini, che dovrebbero fare i conti con distacchi elettrici. Potrebbe quindi essere necessaria una riduzione delle disponibilita’ idriche previste per l’agricoltura, una riduzione degli svasi da parte delle autorita’ dei laghi o altri interventi di risparmio idrico. Spetta al ministero far si’ che ognuno svolga la propria parte per evitare il pericolo di interruzioni all’elettricita’ nei mesi estivi e il governo potrebbe decidere, come chiedono alcuni deputati, di proclamare lo stato di emergenza e quindi coinvolgere la Protezione civile. –

Su: http://it.news. yahoo.com/ 23042007/ 203/siccita- gia-giugno- rischio-black- out.html

      http://www.agi. it/economia/ notizie/20070425 1036-eco- rt11015-art. html

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~ di penna bianca su aprile 27, 2007.

Una Risposta to “Facciamo acqua da tutte le parti…”

  1. èèè noi abbiamo sfruttato il nostro piccolo Globo, mo ci subiamo le conseguenze U.U!
     
    Ps Mi e venuta una sete a leggere di acqua e normale? :S

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