Saudade#1: Respiro

 Metti una sera fatta solo di caldo e luna piena, tu col mal di denti cerchi di trovarti uno spazio di serenità in cui evadere e stare meglio. Nel pomeriggio hai gironzolato in macchina con una tua amica che non sta neanche messa tanto meglio di te. Si decide di andare a Marzamemi, lì ci sarà Valeria Golino, la serata del FilmFest è dedicata a lei e poi a mezzanotte sarà proiettato Respiro. Un film che hai già visto ma che ti farà piacere guardare nuovamente in una cornice diversa come quella in cui stai per andare e poi, diciamolo, la Golino è una gran bella donna e in quel film è stramaledettamente attraente, oltretutto il titolo promette bene visto e considerato lo stato d’animo in cui stai partendo.

 

Respiro respiro…quanto è inflazionata questa parola…

 

Mentre sei per strada con i tuoi amici pensi e rifletti su un miliardo di cose che ti saltano in testa mentre un cd suona musica trash anni ’80. Ad un certo punto comincia a salirti dallo stomaco una sensazione strana che non è fame,per quanto possa sembrare strano. Sarà la luna, sarà l’odore del mare, saranno le battute sceme tra amici, sarà l’estate, fatto sta che ad un certo punto ti viene una voglia fortissima di abbracciare tutti,ma non uno per uno, tutti insieme!Vorresti avere un pulmino infinito dove tutte le persone che hai conosciuto anche solo per un momento, per una chiacchierata casuale,e quelle a cui vuoi veramente bene che adesso non ti cagano più per una cazzata o per un’altra, e quelle che hai solo intravisto e avresti voluto conoscere, e quelle con cui avresti tanto voluto che le cose andassero diversamente, insomma tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lasciato qualcosa dentro di te fosse anche solo uno sguardo,vorresti che trovassero posto. Tutti. Per far vedere loro che in quel momento puoi dire che stai bene. Sì, perché improvvisamente senti di stare bene anche se hai ancora mal di denti. Perché non è il dolore fisico che ti impedisce di sentirti felice. Stai bene dentro. Vorresti far guardare a tutti loro la splendida luna piena che vi sta seguendo durante il tragitto. Vorresti far sentire a tutti l’odore del mare che si mischia all’umidità della campagna e che ti fa venire i brividi. Vorresti dire a tutti quelli che ti hanno trattato male che hai cancellato tutto, che non conta più niente. Ma non è buonismo spicciolo, no, non è come pensi-anche se in realtà il dubbio ti è anche venuto-. E’ che tu sei così, all’improvviso ti viene voglia di stare anche con chi non gliene sbatte una sega di te, anche con chi ti ha mandato a fanculo, anche con chi ti ha fatto tutto il male possibile, anche con chi ha di te un’idea completamente diversa da quella reale. Li vorresti tutti lì, in una volta sola. Per poi andare di nuovo ognuno per la sua strada e rivedersi chissà quando o mai più. Sei fatto così e basta…probabilmente non c’è rimedio.

Arrivi lì, nel tempo che si perde per trovare un posteggio la Golino sale sul palco, dice quello che deve dire e nel momento in cui metti piede nella piazza in cui si svolge il tutto sta andando via cercandosi un varco tra la folla di ragazzine cerebrolese che urlano in adorazione nei confronti del suo,pare, attuale compagno-belloccio coglione-Scamarcio. Pazienza. Si rimane per vedere il film. In piedi perché sulle sedie non c’è posto. Ricominci a pensare. S’alza un venticello dal mare che per un attimo attenua il senso di appiccicaticcio dell’umidità, e tu pensi. Pensi che quella piazza ti fa ancora male. Quella piazza in cui l’hai visto in vacanza per l’ultima volta, c’hai guardato un film per l’ultima volta,avevi sonno e hai appoggiato la testa sulla sua spalla per l’ultima volta e,forse, c’era qualcosa dentro di te a dirti che per ogni cosa quella sarebbe stata l’ultima volta. L’ultima volta che l’hai preso a braccetto, tu a sinistra e mamma a destra…Sì, quella piazza ti fa salire dallo stomaco tutti i ricordi che per qualche tempo eri riuscito a digerire. Però, rispetto a due anni fa, stavolta non ti viene da piangere e non hai un attacco di panico, quindi forse è la volta buona che la ferita si cominci a rimarginare. Sentirai un po’ di prurito allora, ma è meglio così.

 

Comincia il film. Verosimile ma surreale allo stesso tempo. Ambientazione siciliana ma non c’è nessuna indicazione di luogo che lo precisi, è solo il modo di parlare dei personaggi che te ne rende l’idea. Non ci sono istituzioni, l’unica traccia di forze dell’ordine è data da una coppia di carabinieruncoli giovanissimi e spediti lì da chissà dove. Per il resto, quel borgo marinaro in cui si svolge il film si autogoverna con le leggi della tradizione, della superstizione, del patriarcato. Il mare, splendido, limpido, cristallino, benedizione e maledizione allo stesso tempo. Il mare dà, il mare toglie. E proprio una creatura del mare sembra essere lei, Grazia.Un personaggio quasi cucito apposta su Valeria Golino. Diversa dalle altre donne del paese: lei è libera. Come pensa fa. Qualsiasi cosa le passi per la testa, foss’anche fare il bagno nuda col rischio di essere sorpresa dal peschereccio su cui lavora il marito e beccarsi di conseguenza una gran “vanniata” davanti a tutti. Lei la libertà la respira, la fa sua.Fossero anche solo improvvisi sbalzi di umore o amore smisurato per cani randagi o emotività pura e semplice. Scorazzare col motorino in lungo e in largo per il paese con in figli, nuotare in quel mare meraviglioso in cui tutto è più leggero, in cui non ci sono problemi familiari, in cui il peso è nullo, in cui la vita sembra essere completamente diversa. L’amore,platonicamente incestuoso, per il figlio maggiore è l’unica cosa che le possa dare alla fine una piccola via d’uscita per non cadere nella rete delle convinzioni e dei pregiudizi della suocera e del marito “ca nun ponu viviri ‘nta l’angustia” per lei e per le sue stravaganze e che quindi vogliono spedirla a Milano da uno specialista. Da ciò la fuga in un nascondiglio segreto proprio con la complicità del figlio. Tutto il paese è mobilitato per cercarla, il marito è disperato…Si sente la mancanza di Grazia o dei suoi respiri di libertà? Il finale non poteva non essere che surreale: cerimonia pseudoreligiosa in cui si danno alle fiamme dei mucchi di roba su una spiaggia e all’improvviso il marito che decide di buttarsi in mare, quel mare che sembrava avergli tolto la sua Grazia e dal quale invece lei riemergerà inspiegabilmente, come una Venere, facendoci perdere le coordinate temporali e spaziali, la dimensione reale o inverosimile della storia, la percezione della tragedia o del ricongiungimento con Pietro.

Respiro, cadenzato e ciclico come le onde del mare.

 

Mi vengono in mente i versi di Emily Dickinson in cui dice:”(…)conformati e sei saggio, dissenti e sei pericoloso. Un matto da legare.” Però la cosa bella di quel film è che la stravaganza e l’anticonformismo di Grazia non vengono banalizzati in una lotta estenuante contro il resto del paese/mondo. Cioè, vengono mostrati con una naturalità e una spontaneità tali da non far cadere tutto nello stereotipo siciliano del bozzetto da esportazione.Il regista, Emanuele Crialese, non cerca di trasformare Grazia in un’eroina contro il bigottismo, lei sarebbe ribelle alle regole di qualsiasi epoca e contesto sociale.

 

Sceneggiatura, inquadrature, suoni hanno un che di ipnotico…Potrei rivederlo centinaia di volte, continuerei a perdermici dentro.

 

Ma ritorniamo alla serata.

Finisce il film. Hai un momento, lunghissimo, in cui da quando pensavi a tutto non pensi a niente. Il nulla. Guardi la gente, i muri delle case, la piazza, senti i commenti, alzi gli occhi verso quel pugno di stelle che si intravedono ma non pensi a niente. Perciò ti è ritornato il mal di denti. Accidenti, ricomincia a pensare a qualcos’altro altrimenti non ne esci vivo! Qualcuno ha fame e propone di andare a mangiare un panino. Camminando ti si riaccende il cervello e ricomincia la vertigine di pensieri confusi. Siamo alle solite: o non pensi a niente o pensi a tutto contemporaneamente. Da ciò, il perenne sguardo perso nel vuoto e il silenzio. La sfida con gli altri sta nel far loro indovinare se è un momento in cui hai la testa piena zeppa oppure tragicamente vuota. Ma in un caso o nell’altro il risultato è sempre che sembri cretino, completamente cretino. Pazienza.

Dati i tuoi problemi di masticazione e il senso di pugno nello stomaco che ti sta dando Marzamemi, decidi di prendere una birra anziché mangiare. Cominci a bere e le sensazioni strane si susseguono: prima calore, poi leggera ebbrezza, poi leggerezza(sarà la luna piena?dicono che a causa dell’alta percentuale di acqua nel nostro corpo,con la presenza della luna piena-che normalmente fa alzare le maree per la forza di attrazione con la terra-si ha la sensazione di muovere gli arti per inerzia), poi eccitazione e infine desiderio. Ahia, ma è un po’ complicato…Devi risolvere in qualche modo la situazione. Qualcuno fa notare che c’è un tavolo da bigliardino.Partitone?Sììì, partitone! Evviva, hai trovato un diversivo.

Finita la partita, finito tu di bere, finito gli altri di mangiare, ci si saluta e si va a prendere la macchina per tornare a casa.

Sulla strada del ritorno ti addormenti, la testa è di nuovo strabordante di  immagini, ricordi, suoni e odori. Soprattutto l’odore del mare, inconfondibile, pregnante, nostro.

 

Arrivi a casa e crolli sul tuo letto con la sensazione felice, anche se fugace, che la sera fatta solo di caldo e luna piena si è arricchita perché mi accorgo che so respirare.

 

Buona notte, nostalgia.

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~ di penna bianca su agosto 4, 2007.

7 Risposte to “Saudade#1: Respiro”

  1. …  te l\’ho mai detto che scrivi magnificamente?
     
    kiss!
     
     
     

  2. Uh, ma grassssie cara!
    Però così mi fai arrossire…ghghghhghgh
    pciù :* 

  3. lo ssssssssssssssso ;P
     
     
     

  4. Tesssoro,mi hai tenuta col fiato sospeso,è che quella testolina ti frulla alla velocità della luce.
    baci 

  5. L\’ho letto solo oggi, e l\’ho dovuto leggere fino in fondo…Serena ha ragione!
    Dovrò vederlo anch\’io, Respiro, dovrò rendermi conto anch\’io di quanto la libertà che abbiamo sia inestimabile, anche se spesso si vive solo in pochi, inestimabili attimi…
    Un bacione, Silviuccia! A presto! =)

  6. cavolo………mi è sembrato di viverli quei momenti………sensazioni belle o brutte, ma pur sempre sensazioni che ti stravolgono.
    ascoltare se stessi……non è sempre facile…….

  7. Che dire?L\’ho letto solo adesso….forse un po\’ tardi, ma ho capito alcune cose. . .Bene ora inizierò a fustigarmi selvaggiamente perchè sono cecata e ritardata e non mi accorgo mai di niente. E per evitare di dire cose serie e sensate non posso far altro che scrivere cagate…

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