Tutti devoti tutti

Catania, 30.10.2009 | di Riccardo Orioles

Catania capitale!

A noi Nerone e Adolf ci fanno un baffo

 

Nel giro di ventiquattr’ore a Catania succede che: uno dei più stimati professori dell’università viene sorpreso a ricattare una studentessa; il giornale che proteggeva i cavalieri mafiosi si mobilita per discolparlo; la polizia massacra a manganellate i ragazzi dell’unico luogo d’incontro dei quartieri popolari, rei di fare antimafia e antidroga in mezzo al regno dei boss. Altro che Norimberga del Terzo Reich: le régime, c’est nous! 
Sarà violenta Napoli, sarà cravattara Milano, sarà  marpiona Roma, ma quello che trovi qui a Catania non lo trovi in nessun’altra città d’Italia.. Altro che Marrazzo e altro che Berlusconi: qua i vecchi bavosi li mettono direttamente a far scuola di vita all’università. “O me la dai o  l’esame te lo scordi!”. E se quella reagisce, subito arriva l’altro vecchio bavoso (questo non professore ma pennaiuolo) e ti scatena una campagna che in confronto Feltri è un chierichetto. “Bottana! A quel povero professore! Proposte oscene e ribottanti, gli facesti!”.
E se invece di essere un vecchio bavoso sei una ragazza o un ragazzo normale, amante della vita, con voglia di fare sport, di cantare, ballare, stare allegro alla faccia dei boss? Prima o poi arriveranno le guardie a riempirti di legnate in testa e a chiuderti a suon di botte lo spazio sociale che hai faticosamente costruito in più dei quindici anni e che è l’unico spazio libero del tuo quartiere, l’unico in cui boss e spacciatori non possono mettere piede. Il che, nella città dei vecchi immafiositi e bavosi, è un gran reato. E pertanto, giù botte.
Come sono allegri e simpatici, i giovani di Catania. Potrebbero avere il paradiso in terra, e certe volte lo sanno. Potrebbero, se a comandare la loro città non fossero questi vecchi incartapecoriti e feroci, gocciolanti di bile, istintivamente nemici di tutto ciò che sia gioventù e divertimento. “Si deve soffrire, a Catania!”, sussurrano feroci. E giù bastonate, intrallazzi, a volte anche colpi di pistola.
Un “professore” come Elio Rossitto insegna regolarmente in questa università e ne è anzi una colonna. Un “giornalista” come Toni Zermo, che quindici anni fa aiutava i mafiosi a nascondere il delitto Fava, è ancora la principale firma dell’unico giornale della città. Bische, bordelli, spacci di cocaina, salotti-bene e benissimo, camere di compensazione degli appalti, mercati di carni umane d’ogni genere prosperano tranquillamente in questa città. I doposcuola dell’Experia, le giocolerie, le “officine popolari” di biciclette, quelle no, non possono essere tollerate, e vengono senz’altro distrutte d’autorità, chiuse con la fiamma ossidrica, murate col cemento.
“Anche voi poliziotti avete figli e fratelli qui nel quartiere…”. “Io, che ho imparato lo sport al Gapa e adesso l’insegnavo ai ragazzini qui all’Experia…”. “Non  avete nemmeno portato un’ordinanza, non è legale…”. “I quartieri hanno bisogno di sport e di giochi, non di violenza”. Seri e civili, i poveri di Catania, gli “estremisti arrabbiati” espongono le ragioni della civiltà contro i padroni della città. Non lasciateli soli.
 
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~ di penna bianca su novembre 1, 2009.

3 Risposte to “Tutti devoti tutti”

  1. Sì sì.Tutte belle parole.Peccato che l\’Experia sia stato per 17 anni occupato ILLEGALMENTE.Senza pagare tasse, senza cercare una soluzione legale con Comune/Provincia/Regione, anche quando il comune, sotto Bianco, era in mano amiche. Ma no, perchè mai fare ciò quando ci sono belli soldi che girano…Troppo comodo decidere in maniera COMUNISTA di occupare la proprietà di ALTRI, per farci quello che si vuole, senza passare per vie LEGALI e pagare tasse come tutti i cittadini onesti.Senza togliere nulla alle attività pregevoli del centro e alla violenza esercitata nello sgombero (ma è anche vero, da che mondo è mondo… che se sai – già notificato due volte precedentemente – che stai illegalmente in un posto e NON te ne vai, quando vengono a fare lo sgombero e opponi aggressività latente – appunto non volersene andare – le forze dell\’ordine non vanno per il sottile).In un paese civile l\’Experia sarebbe stato sgomberato con forza al 2° giorno di occupazione.Ma comprendo che è nella mentalità della sinistra di invocare la legalità sempre contro i suoi nemici e poi andare per vie traverse e di comodo mascherandosi dietro i grandi ideali. Ipocrisia pura.L\’occupazione di proprietà ALTRUI è reato. PUNTO.Quale che sia il fine nobile dietro.Sennò diciamolo che vogliamo l\’anarchia e la ribellione violenta e la legge è uguale per tutti per finta.

  2. Premettendo che il principio del se-entri-abusivamente-a-casa-mia-poi-puoi-anche-farci-un-centro-di-carità-ai-poveri-ma-sempre-abusivo-resti è, in linea di massima, giusto, vorrei comunque farti notare che l\’edificio in questione era inutilizzato e fatiscente. Punto sencondo, vorrei farti notare che i Centri Sociali Autogestiti sono caratterizzati proprio dall\’occupare strutture in altro modo inutilizzate(case sfitte, ex fabbriche, stabili abbandonati) proprio per la mancanza di fondi da parte di altri enti pubblici o privati. Inoltre, però, eventuali accordi con le forze dell\’ordine, le circoscrizioni, gli organi comunali, possono porre in essere un contesto di tolleranza. Poiché ad essere occupati sono quasi sempre edifici abbandonati, spesso il semplice fatto che lo stabile venga di nuovo usato è motivo di tolleranza, specie se l\’occupazione non è fonte di pericolo o di disturbo alla quiete pubblica. Molte amministrazioni infatti trovano più pratico e utile lasciare che dei giovani trasformino uno stabile abbandonato e dimenticato in un luogo di ritrovo piuttosto che dover gestire uno stabile inutilizzato. Proprio questo è il motivo per cui, anche quando c\’era l\’amministrazione di "mani amiche" come le chiami tu, l\’Experia è rimasto tale e quale era. Le amministrazioni, di qualsiasi colore siano, non hanno interessi nel mettere in regola centri per i quali poi dovrebbero gestire scartoffie sull\’agibilità, la legalità, permessi vari ecc.ecc. Pertanto ritengo che il motivo dello sgombero non sia da ricercare tanto nella illegalità formale del centro quanto, piuttosto, nell\’orientamento antiassociazionismo e anticulturale dell\’attuale amministrazione catanese che quotinianamente fa i conti con gruppi e movimenti che sputtanano le condizioni miserevoli dell\’andazzo sociale della città. Il suddetto comune non ha opposto minima resistenza alla realizzazione dell\’ecomostro di fronte al porto posto attualmente sotto sequestro dalla magistratura per reati molti più gravi dell\’esistenza dell\’Experia.Sgomberato l\’Experia, quello stabile resterà inutilizzato e fatiscente finché non cadrà definitivamente e ci costruiranno qualcos\’altro sopra.Infine, giusto perché detesto le considerazioni qualunquiste del "rientra nella mentalità della sinistra", ti faccio notare che esistono anche dei centri che fanno riferimento ad ambienti vicini all\’estrema destra (per quanto decisamente minoritari, come ad esempio i centri sociali "Casa Pound" di Roma o "Cuore Nero" di Milano , dichiaratamente di orientamento fascista), che per distinguersi usano il termine Occupazioni Non Conformi che, certo, è molto più politically correct.La strategia militare del bastonare in tenuta antisommossa dei ragazzi disarmati si inserisce nel contesto di militarizzazione della società già attuato in altre sedi e con altri mezzi e non lo condivido. Strategia, quella, che si inquadra e si applica nella mentalità dittatoriale dell\’"intanto ti piglio a calci nel culo così capisci chi comanda e poi,forse,se fai il bravo, parliamo.Ma tanto si fa sempre come dico io".D\’altronde, u pisci feti r\’a testa.

  3. c\’è poco da aggiungere a quanto già detto da silvia, per cui mi limito a qualche considerazione:- nessuno, mi pare, ha negato che il centro fosse occupato abusivamente. ma questo non giustifica la violenza con cui è stato sgomberato. prova a guardare i video dello sgombero. ti pare che dei ragazzi disarmati e con le mani alzate dimostrino "aggressività latente"? no perché in caso mi sa che dobbiamo metterci d\’accordo sul significato delle parole.- andiamo poi al motivo dello sgombero: i ragazzi non davano fastidio a nessuno, l\’edificio era inutilizzato. lo sgombero viene inizialmente giustificato con la necessità di costruire aule di giurisprudenza. motivazione assolutamente falsa, dal momento che il presunto progetto riguarda anche l\’utilizzo dei locali della scuola manzoni ed è impensabile sgomberare l\’unica scuola del quartiere. l\’ersu ha inoltre smentito l\’esistenza di un progetto a riguardo. quando il sovrintendente ai beni culturali, campo, è andato all\’assemblea dell\’experia in piazza dante ha prima parlato di questo presunto progetto; quando gli è stato fatto notare che l\’ersu ha dichiarato di non saperne nulla, ha virato sul problema della sicurezza: l\’edificio è stato sgomberato per metterlo in sicurezza. i manganelli servivano forse a piantare i chiodi? può essere, ma l\’utilizzo che ne è stato fatto è un altro. e come hanno ricordato i ragazzi, là dentro in 17 anni nessuno si è fatto male: in un giorno una decina di ragazzi son finiti all\’ospedale a causa delle manganellate.- soldi??? ma credi davvero che girassero tutti questi soldi? ma sei mai stato in un centro sociale? io non sono una frequentatrice di centri sociali, quindi parlo dall\’esterno e posso giudicare in maniera obiettiva. mi è capitato di andare a qualche festa, sia all\’auro che all\’experia, e ti posso garantire che l\’experia era assolutamente tranquillo sotto tutti i punti di vista: là dentro non si fuma nemmeno una sigaretta, non ho mai sentito gridare slogan fuori luogo, non ho mai visto estremismi gratuiti, e non avevano l\’aria di essere esattamente dei milionari.

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