Il mio post del 7 novembre 2010 nella sezione Libertà di critica del forum di Facoltà

Avrete sicuramente sentito parlare della tristissima battuta di Berlusconi al Salone del ciclo e motociclo di qualche giorno fa. Per chi si fosse perso questa grande perla di saggezza, ricordo che B. a proposito della questione Ruby ha risposto che “é meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay”. Velo pietoso.

Detto questo, vi riporto la lettera di risposta che ha scritto Giuseppina La Delfa. Per coloro che si fossero sintonizzati soltanto adesso ricordo che Giuseppina La Delfa, lettrice di francese presso l’Università di Salerno, è Presidente dell’Associazione Famiglie Arcobaleno (http://www.famigliearcobaleno.org).

Per fortuna, in questo paese di mentecatti sessisti c’è anche chi lavora volontariamente per far riconoscere istituzionalmente la dovuta dignità a persone che lo Stato si rifiuta di tutelare. E’ l’amore che crea una famiglia, non ve lo dimenticate. Per favore. Buona lettura.

05/11/2010

Ho letto questi giorni tutti i commenti e le esternazioni possibili sull’infelice e terribile “battuta” del signor Berlusconi.

Qualcuno sostiene che questa non sia una battuta, bensì un messaggio chiaro inviato agli elettori, rivolgendosi agli istinti e sentimenti più bassi che, senza riflettere, la gente può esternare; come fa quando ride delle barzellette sui carabinieri, sui froci, sugli ebrei, sulle bionde…

Vorrei rivolgermi anche io agli elettori di Berlusconi e, più in generale, a quelli che sogghignano compiaciuti alle battute illuminate del presidente del Consiglio.

Vorrei farvi notare, in particolare, come sia facile ironizzare e sogghignare sulle sorti delle figlie e dei figli degli altri!

Quando i potenti si trovano in difficoltà, cercano il sostegno di una platea per un applauso compiaciuto. E, chissà perché, l’applauso arriva sempre se chi viene deriso è più debole. Nel nostro paese, i più deboli sono i bambini, le donne, gli omosessuali, tre categorie ad alto rischio.

Basta leggere i giornali (di destra, di sinistra e del centro, cattolici e laici) per constatare quante donne ogni giorno vengano picchiate, uccise, violentate da mariti, fidanzati, padri e zii o perfetti sconosciuti. Basta leggere gli stessi giornali per constatare il numero orrendo di casi di pedofilia e di maltrattamenti perpetrati nelle case di Dio e nel contesto di quella “famiglia”, tanto osannata da chi applaude alle battute rivoltanti di chi ci dovrebbe rappresentare e tutelare. Basta leggere i giornali per constatare quanti gay, lesbiche, transessuali vengono con regolarità picchiati a sangue o trucidati sulla pubblica via… e a qualcuno piace.

Forse piace agli stessi che non si scandalizzano più di tanto nel vedere ragazze minorenni invitate ai festini dei potenti-impotenti, ultrasettanteni, strafatti di droga e di denari rubati ai metalmeccanici di Melfi o a qualche disgraziato disoccupato e suicida. Piace forse, tra i tanti, a chi non si stupisce più di vedere al nord come al sud, le città sommerse dal fango mentre i responsabili della sicurezza vanno a spasso liberi e ricchi, di vedere spazzatura ovunque, di vedere aule sovraccariche di alunni e insegnanti a spasso, ecc…

Nel frattempo, mentre scrivo questa lettera, un’altra donna, forse minorenne, è stata venduta al potente di turno, un’altra lesbica è stata picchiata a sangue dal padre o cacciata via da casa, un altro bimbo violentato da qualche prete frustrato.

Applaudiamo e ridiamo alle battute del nostro presidente del Consiglio. Giustifichiamolo.

Ma quanto è facile ridere sulle sorti delle bambine e dei bambini degli altri?

In tutta onestà, quante e quanti di voi divertiti manderebbero la figlia diciassettenne a quegli appuntamenti da puttanieri? Quanto è divertente e appagante ridere sulle vite fantasma di 5 milioni di gay, lesbiche e trans italiani?

Ma di chi sono figli i gay, le lesbiche e i trans?

Sbaglia chi crede che tocchi sempre all’altro! Tra una risata e l’altra, potreste scoprire che il vostro adorato figlio, così maschio, è felice solo nel letto del suo vicino, o che la vostra figlia, così in gamba, se la caverà solo se accetterà di compiacere l’anziano potente di turno.

Mentre voi ridete, a me viene solo una grande tristezza. Non per la battuta squallida, né per la promozione elettorale, una tristezza immensa per la cecità che colpisce questa nazione assurda e ipocrita.

Vi auguro di smettere di ridere, di concedervi un pianto liberatorio e rimboccarvi le maniche per costruire altro da questo schifo, un paese degno per i vostri figli e le vostre figlie, non più obbligati a sottostare al potere, ai soldi, all’impotenza, alla disonestà, alla paura, all’orrendo e vigliacco sfottò mortifero.

Alla signora Rizzoli, che ha scritto un articolo demenziale su “Il giornale” in cui scomoda addirittura la partenogenesi a difesa della potenza delle donne, vorrei ricordare che forse succederà fra milioni di anni (sempre che, malgrado gli uomini, riusciamo a cavarcela), ma che le donne hanno bisogno ADESSO di rispetto e tutela.

Vorrei altresì ricordarle che i gay e le lesbiche hanno sempre avuto figli, da che mondo è mondo, e che oggi, grazie a persone e nazioni illuminate, le coppie gay e le coppie lesbiche riescono, se lo desiderano, a concepire e crescere insieme dei bambini che, come può immaginare, sono estremamente felici di leggere le battute del loro Presidente del Consiglio. Ma, come dicevo prima, è molto facile ridere o considerare dall’alto i sentimenti dei figli degli altri.

Quando mia figlia è nata, signora Rizzoli, non ho pensato nemmeno un secondo “speriamo che sia etero”. Ho pensato solo “speriamo che riusciremo, io e l’altra sua madre, a renderla felice”. E’ quello che dovrebbero pensare tutti i genitori del mondo, etero o gay che siano, senza soffermarsi nemmeno su quello che sarà l’orientamento sessuale dei figli.

Le ricordo anche che se gli adolescenti gay si suicidano è per il peso di essere sottoposti ad un continuo bombardamento fatto di battute divertenti e molto maschie, come quella di cui parliamo, e tanti articoli come il suo.

Non è l’omosessualità la responsabile della morte e dei suicidi dei giovani, è l’omofobia. Una brutta malattia da cui la signora Rizzoli, come tanti, è affetta. Ma non si preoccupino ! da quella malattia non muore chi ne soffre, muoiono molto più spesso i figli e le figlie degli altri.

La signora Rizzoli, come tanti, in questi giorni, si arrampica su specchi scivolosi. Se almeno avesse declinato l’invito a scrivere quell’articolo, avrebbe dato dignità al suo essere donna, figlia e madre.

giuseppina la delfa

presidente@famigliearcobaleno.org (ma soprattutto madre lesbica orgogliosa)

associazione genitori omosessuali

http://www.famigliearcobaleno.org

p.s.:Vi segnalo anche il bell’articolo di Maria Laura Giovagnini su zeroviolenzadonne.it intitolato Noi famiglie patchwork.

E per chi volesse saperne di più a proposito di Giuseppina La Delfa e della sua bellissima famiglia segnalo la puntata di qualche anno fa de I viaggi di Nina in onda su La7: http://www.youtube.com/watch?v=PBKTNKySELU

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~ di penna bianca su novembre 21, 2010.

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