Letterina a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

 

so che, a causa della crisi, hai deciso di indicizzare solo i bambini tra i 4 e i 9 anni e che quindi non ascolterai le mie richieste perché sono un po’ più grandicella. Ad ogni modo, io due o tre cose voglio dirtele. Ti prego di accertarti bene dei bimbi cui stai lasciando i doni, perché c’è sempre qualcuno che bara sull’età. Ti chiedo, per favore, di portare i regali solo ai bimbi che non hanno un papà o una mamma parlamentare o una barca lussuosa ormeggiata chissà dove. Fanno finta di non avere niente e invece hanno pure troppo. Sì sì, lo so che ormai devi fare tutto da solo perché non puoi più permetterti una segretaria e hai anche dovuto mettere i tuoi aiutanti in cassaintegrazione. Ma io cosa ci posso fare? Ho sentito in giro che quest’anno hai addirittura intenzione di non portare i regali gratis, ma di far pagare una cifra simbolica una tantum, giusto per coprire i costi di manutenzione della slitta. Senti, caro Babbo, facciamo così: tu la cifra simbolica la fai pagare ai genitori dei bimbi ricchi, così i bimbi poveri potranno avere il loro regalino sotto l’albero. Va bene?

 

La tua amica Befana dice che estenderà i regali fino ai 14 anni. E ci credo, lei non ha i problemi del costo del foraggio per renne che è arrivato alle stelle. La sua scopa va a polveri sottili e di quelle, purtroppo, i nostri cieli sono sempre strapieni. Comunque, mi sa che è in crisi anche lei: quest’anno sui camini niente più calzettoni da riempire, solo calzini. Piccoli, più piccoli sono e meglio è. Tipo i fantasmini. E mi sa che nei prossimi anni, visto che il surriscaldamento del pianeta non accenna a diminuire, sarà abolito l’inverno e il 6 gennaio appenderemo solo sandali. Sul condizionatore. Va bene, caro Babbo, quello che dovevo dirti te l’ho detto. Ora regolati tu.

 

Buona fortuna,

 

Una bimba cresciuta

 

P.S.: se stai pensando di offrirmi un contratto di stage per venirti a dare una mano, scordatelo. Non ho studiato all’università per spalare cacca di renna gratis.

 

P.S.#2: ricordati che in questo Paese non siamo tutti visi pallidi. Ci sono persone di altre nazionalità che vivono e lavorano qui con le loro famiglie.

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~ di penna bianca su dicembre 13, 2011.

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