L’amore secondo Sanremo

Vado subito al dunque. Eviterò di parlare delle canzoni orrende del Festival, di Elisabetta Canalis che non sa parlare italiano e di Belen Rodriguez che lo parla meglio. Eviterò di soffermarmi sul dubbio esistenziale “mutanda sì/mutanda no” che ha messo in crisi migliaia di italioti allupati e fatto scorrere fiumi di inchiostro su ogni testata giornalistica degna di avvolgere il miglior pesce fresco del Mediterraneo. Eviterò di sottolineare che i dirigenti Rai e tutti quelli che si occupano di decidere e organizzare il festival dovrebbero capire, una volta per tutte, che Morandi non è più l’eterno ragazzo che le casalinghe vorrebbero per le loro figlie mendaci sulla strada del lattaio. Il tempo passa per tutti. Sfaccciatemente tinto più mogano scuro del solito. Era spompato, esausto, incapace di gestire i tempi comici. Nonché visibilmente rintronato giacché rideva alle battute di Geppi come le vecche zie sorde che rispondono al telefono: dopo decine di infiniti secondi di silenzio tra un intervento e l’altro.

Rocco Papaleo lo nomino soltanto e ci metto subito sopra un bel plaid pietoso. Viscido e noioso.

Celentano… Inopportuno. Costoso. E noioso#2. Che poi vorrei anche capire chi cavolo gli ha messo ‘st’aura di saggezza da santone sfigato addosso. Non faceva il cantante, una volta?

Riguardo a Geppi, leggete qui . Condivido ogni parola.

La mia riflessione si soffermerà, invece, sui primi minuti di apertura dell’ultima serata.

Le coreografie di apertura delle altre sere non mi sono piaciute granché, devo dire. Ma la messinscena dell’ultima sera ha dell’incredibile. Sul palco vi erano delle sedie schierate tipo platea. Davanti ad esse 4(o 5, non ricordo bene) ballerini a torso nudo si muovono avvolgendosi nella bandiera della pace. Una bandiera per ciascun ballerino. Poi, con i loro corpi, compongono la parola PACE sdraiandosi per terra.
Fin qui nulla da eccepire.
Se non fosse che la musica di sottofondo è la famosa canzone dei Beatles All you need is love. Ritornello in loop. E vabbè, passi.
Ma non finisce qui. A cosa servono le sedie?
Mentre quel ritornello continua ad andare, i ballerini pacifisti danzano e il coreografo vestito da domatore del circo(o qualcos’altro del genere, insomma aveva una giacca orrenda), da destra e da sinistra, uno per volta, entrano un uomo e una donna. Arrivano al centro e si baciano. Lingue in primo piano.
Un uomo, una donna. All you need is love. Ballerini.
Una donna, un uomo. Ritornello. Come sopra
Un uomo, una donna… ma quando finisce?
Una donna,  un uomo… e daje con ‘sti baci…
Un uomo, una don… Un momento. Il tema è l’amore, ok. La pace, bene…
Ma… solo ETERO?

L’amore per Rai1 alle ore 21 mentre le famiglie stanno cenando è solo etero. Sì.
Non è contemplato l’amore uomo-uomo né l’amore donna-donna. Proprio non esiste. Non pervenuto. Non hanno neanche preso in considerazione l’idea.

Tutto questo rappresenta bene l’atteggiamento delle istituzioni del nostro Paese nei confronti degli omosessuali. Ovvero, in questo Paese c’è una bella fetta consistente della popolazione che viene del tutto ignorata, nonostante lavori, paghi le tasse. In una parola: cittadini. Cittadini del tutto ignorati.

Mentre in divesti comuni italiani vengono approvati i registri sulle unioni civili (che, ricordiamolo, non sono solo omosessuali), uno dei programmi più nazionalpopolari della storia della televisione, sul famigerato Primo Canale, ignora che esistano altre persone, oltre alle persone eterosessuali, che abbiano il diritto di amarsi.

E questo, ovviamente, fa il paio con tutte le esternazioni del sig. Giovanardi (quello superpagato dai contribuenti, non il cantante), delle signore Bindi, Binetti, Santanché e compagnia delinquente.

E aggiungiamo anche che, appena finita la performance , Morandi è andato a complimentarsi col coreografo dicendo “le bandiere della pace… l’amore… universale…”.

Esticazzi.

P.S.: ho saltato il momento Fabio&Fabio de I soliti idioti non perché mi sia piaciuto. Anzi, l’ho trovato noioso. Ma devo anche dire che parte della noia è stata dovuta all'”annacquamento” del copione, chiaramente adattato all’occasione, rispetto a quello solito del loro programma su Mtv. Per il resto, ok hanno calcato la mano ridicolizzando i personaggi più di quanto non lo facciano di solito. Ma, a mio avviso, è stato più offensivo ignorare volutamente la popolazione omosessuale durante una rappresentazione  simbolica dell’amore, piuttosto che una gag che sbeffeggia il lato estremamente fashion di alcune persone gay. Fàmose ‘na risata, no?

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~ di penna bianca su febbraio 22, 2012.

2 Risposte to “L’amore secondo Sanremo”

  1. Condivido ogni singola parola. Mentre lo guardavo dicevo: “Ora spuntano due donne o due uomini, non possono farla così sfacciata”. E invece…

    • lo abbiamo notato in tanti, ma non ho trovato traccia nei siti delle associazioni gay. forse a quell’ora non avevano ancora acceso la tv. eppure, a mezzanotte passata erano tutti a guardare I soliti idioti. Vita notturna.

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